L’allarme delle associazioni poiché il 90% dei lavoratori non potrebbe partecipare alla regolarizzazione.

La nuova sanatoria, come previsto, si è rivelata un flop.
Con sole 40 mila domande inviate in metà mese i dati parlano chiaro: la sanatoria è fallita.
Nelle precedenti sanatorie/decreti flussi si è sempre raggiunto il numero previsto di adesione, in questo caso i requisiti sono esigenti, troppi per il portafogli dello straniero/datore di lavore.
Delle 200mila adesioni previste solo il 20% ha fatto richiesta, di cui quasi esclusivamente per lavoro domestico visto che si possono sanare con sole 20 ore settimanali al contrario dell’operaio, che può essere assunto solo full time, alzando i contributi.

Le problematiche sono molteplici, cos come spiega una nota congiunta del Tavolo nazionale dell’immigrazione, a cui hanno partecipato le maggiori organizzazioni che si occupano dei diritti degli immigrati: Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Acli, Arci, Caritas, Fcei ed Asgi, tanto per citarne alcuni.
Associazioni e sindacati chiedono al Governo ed al Parlamento di considerare correttivi in corso d’opera, tenendo in considerazione i suggerimenti già avanzati dalle organizzazioni componenti il Tavolo Immigrazione; e stilano un elenco degli interventi che potrebbero salvare la regolarizzazione:
a)    estendere la possibilità di presentare domanda di regolarizzazione anche a quei datori di lavoro titolari di permesso di soggiorno, anche se non di lungo periodo;
b)    prevedere la possibilità di una dichiarazione sostitutiva da parte del datore di lavoro come prova di presenza;
c)    interpretare in modo estensivo la documentazione sulla presenza proveniente da organismo pubblico;
d)    considerare prova di presenza i timbri di ingresso in area Schengen;
e)    dare la possibilità di regolarizzare i rapporti di lavoro part-time in tutti i settori;
f)    dare la possibilità al lavoratore regolarizzando di accedere al riconoscimento del permesso di soggiorno per attesa occupazione qualora il datore di lavoro non ottemperi ai suoi obblighi conseguenti al buon esito dell’istanza presentata;
g)    estendere la possibilità di regolarizzazione al coniuge irregolare del lavoratore migrante regolarizzato;
h)    chiarire tutti quegli aspetti che potrebbero portare alla discrezionalità degli uffici e delle autorità locali nella fase di esame delle domande;
i)    contenere i costi della regolarizzazione o, almeno, prevedere la possibilità di restituzione in caso di diniego o mancata formalizzazione della domanda per cause indipendenti dalla buona fede di chi la presenta;
j)    estendere il termine per la presentazione della domanda al 15 novembre 2012;
k)    chiarire che l’esercizio della potestà espulsiva è sospeso dal 9 agosto 2012 fino al 15 ottobre 2012 così come delineato nell’art. 5 e, per coloro che hanno presentato la domanda di emersione, sino alla conclusione del procedimento correlato.